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I partecipanti

    

 

Sem Bonventre

Nasce a Erice il 23/05/99.
Aspirante astro, empatizzatore seducente, bipolare professionista, con profilo statuario greco-romano, scarso domatore d’ego, simpatica canaglia, perverso pensatore, cosciente amante, fiero Siculo, cortese cantante, impavido sassofonista, pittore ermeneutico, pugile dilettante, medio anglofono, contorto oratore, cauto poeta, NeoFiloRonconiano, trepidante conoscitore, buona forchetta, ben voluto dalla fortuna, sfrontato cinico ironico, pigro gagliardo, entusiasta allievo attore.
Approda ad ERT con la speranza di portare qualcosa di grande al Teatro Italiano dell’oggi e del domani.

 

Letizia Bosi

Classe 1993, milanese, ma giusto sulla carta. Inizia il suo percorso artistico da musicista, parallelamente alla sua passione per le lingue, per poi scoprire il teatro all’università.
Spoiler: sfortunatamente per le aspettative genitoriali, non sarà più la stessa.
Lavora con la regista Eleonora Pippo che le dà modo di vivere la sua prima esperienza da attrice-musicista in una compagnia e ne rimane talmente entusiasta che decide di fare del teatro il suo mestiere. Frequenta quindi diversi laboratori, poi la scuola Proxima Res di Milano e atterra inaspettatamente a Modena per frequentare il percorso professionalizzante alla Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro.
Il resto? To be continued…

Letizia Pia Cartolaro

Venni fuor nel fior di Maggio
un dì impàri della fine
delle orìgin non son certa
e dimora in gialla Lupiae.

Come il musico maggiore
ch’ all’ottavo scrisse storia
in quell’anno m’imbarcai
nel teatro, la Fortuna

Vidi volti noti assai
del bel Mondo sì sapienti
venner loro, ci andai io
e mi fecer ‘nnamorata

fui Cassandra, Bradamante
giovinetto o vecchio e cieco
sol lettrice, uditrice
le domande, pane sacro

dall’arena affascinata
e seduta in prima schiera
vidi anche il volto mio
dallo schermo custodito

La poesiola, scritta in furia
parla solo della punta
le radici, ancor miti
scoprirete a posterior.

Flavia Comi

Nasce a Pisa, classe 1998.
Incontra il Teatro per caso e curiosità, in concomitanza con l’inizio del Liceo classico, attraverso il laboratorio di “Fare Teatro” organizzato dal Teatro Verdi di Pisa, ambiente in cui muoverà i suoi primi passi e che la accompagnerà per moltissimi anni.
Impara fin da subito la determinazione, la perseveranza e la disciplina necessarie in questa realtà. Si innamora di tutto ciò che la riguarda e, mossa da un famelico interesse e dalla voglia di saperne sempre un po’ di più, partecipa a vari workshop e corsi intensivi, tra cui il festival teatrale “Prima del Teatro – Scuola Europea per l’Arte dell’Attore”, durante il quale ha la fortuna di collaborare con le più grandi Scuole di recitazione di tutta Europa e con i loro docenti. Socievole, estroversa e capace di parlare pure con i muri. Affascinata dalle persone. Curiosa. Avida lettrice e ascoltatrice di musica. Amante del Cinema, e dei cinema. Fan sfegatata della cerimonia degli Oscar (e delle scommesse sui vincitori di ogni categoria). Eredita dai genitori la passione per le moto e guida una Kawasaki Ninja nera, Morgana; allo stesso tempo, cinofila per eccellenza, non riesce a dar da mangiare ai propri cani senza cantar loro motivetti imbarazzanti che hanno come tema gli ingredienti presenti nel cibo. Cuoca mediocre, ma buona forchetta. Osservatrice attenta, sebbene molto miope. Ascoltatrice attiva e appassionata. E finalmente, dal 2019, anche Allieva entusiasta: in questo anno, infatti, ha inizio il suo percorso presso la Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro, da lei intrapreso e portato avanti con gratitudine, felicità e tanta speranza.

Giovanni Di Capua

Luogo di nascita: Udine
– Data: 11/02/1999
– Ottime capacità di lavoro in equipe
– Automunito e disponibile per trasferte fuorisede
– Conoscenza della lingua inglese: very well
– Contatti: dicapua.gio@gmail.com
– Bio: Giovanni Di Capua si interessa al teatro durante gli anni dell’Istituto Tecnico Industriale dove, fra un martello e una saldatrice, incontra l’esperienza del Palio Teatrale Studentesco di Udine. Contemporaneamente inizia un percorso come cantautore esibendosi in concerti teatralizzati nei piccoli locali della città. Per farcire la altrimenti magra bio di ogni ventenne che si rispetti, dunque, concluderò dicendo: “Con poca esperienza, ma con tanta voglia di fare, avanzate soft skills e conoscenza ottima del pacchetto Office”.

Chiara Emma

Nata nel 1996 in Campania, da sangue Lucano, adottata da Milano e poi da Udine e Modena non tradisce le tradizioni di nomadismo familiare e teatrale. Dopo il liceo classico diventa studentessa di design con l’hobby del teatro, poi studentessa di comunicazione con la passione per il teatro e finalmente allieva attrice di ERT con l’hobby per la comunicazione. Che poi il fatto che il teatro sia un potente mezzo di comunicazione è sicuramente un fattore che gioca a suo favore. Da sempre barcamenandosi tra un dolce cinismo, un ironico sarcasmo, un pizzico di egocentrismo e una costante timidezza, scopre nel 2019 grazie a esperienze teatrali di essere anche simpatica (almeno qualcuno le ha detto così).

Diamara Ferrero

Nasce a Cuneo il 28 novembre 1994.
Frequenta il Liceo Classico Silvio Pellico. Legge, balla, canta, frequenta corsi di teatro amatoriali. 
Sente un richiamo lontano e indefinito. Si iscrive alla facoltà di Beni Culturali. Il richiamo si fa boato. Cerca. Si laurea in Beni Culturali. Trova. Infila ali di carta e le ferma con i chiodi. Entra alla Scuola Iolanda Gazzerro nel 2019. Non sa cosa significhi il suo nome, è aperta ad interpretazioni. Nella vita precedente era quasi sicuramente un cavallo.

Lorenzo Fochesato

Esisto dal ventisette agosto millenovecentonovantasette.
Nasco, cresco, studio a Roma.
Ad anni 14 prima volta a teatro, all’Argot Studio, un anno dopo mi innamoro per la prima volta di uno spettacolo, l’Uomo nel diluvio, di Simone Amendola e Valerio Malorni, a Carrozzerie_n.o.t.
Dalla sua nascita, questo spazio, accrocco di quartieri, mi adotta, mi fa innamorare di innumerevoli altri spettacoli e mi apre gli occhi sulla meravigliosa complessità che c’è nel gestire una realtà come quella di Carrozzerie.
Passando per Carrozzerie_n.o.t ho l’opportunità di conoscere, la compagnia Biancofango, prendendo parte al loro lavoro, Romeo e Giulietta – ovvero la perdita dei padri, coprodotto con il Teatro di Roma, e di andare in scena al Teatro India.
Oggi, ad anni 22 mi ritrovo così, pieno di gioia e gratitudine per gli incontri fortuiti fatti nel tempo.
Ora vivo a Modena.
Ho intrapreso una nuova strada.
Questa cosa mi fa paura.
E mi fa ridere.
E mi fa paura e mi fa ridere.
E ci sto in fissa a stare così, che figata.

Davide Giabbani

Davide Giabbani, nato a Firenze nel 1995; folgorato dall’esperienza di un laboratorio a Witten sui Masnadieri di Schiller con Hans Ulrich Elder, non capisce più niente, forse per la pressoché inesistente conoscenza del tedesco, forse perché travolto da uno sconsiderato amore per il teatro e decide quindi di approfondire: dal 2017  frequenta laboratori e studi con César Brie, Eimuntas Nekrosius, Lorenzo Salveti, segue il biennio presso la Garrone di Bologna, Mamadou Dioume e Francesca Caprioli; nel frattempo mette in scena “Porta chiusa” di Sartre e un riadattamento a sessi invertiti di “Andy e Norman” di Neil Simon con regie condivise a tre.
Da ottobre 2019 frequenta la Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro – laboratorio permanente dell’attore. Ancora non ha capito. Ma forse va bene così.

Federico Girelli

Fu una torrida giornata di agosto, precipuamente la 25esima, quando Federico Girelli di Riccardo, due mesi prima il giorno prestabilito, venne al mondo. Sciocchezze a parte. Mi chiamo Federico Girelli, ho 19 anni e vengo da Roma. Non fumo, bevo il giusto e fino a qualche mese fa ero un giocatore di rugby a livello nazionale. Questa passione mi ha accompagnato per ben 8 anni della mia vita, interrottasi quest’anno causa vita accademica e fuoco recitativo. La passione della recitazione, che dura tuttora (sennò non starei scrivendo queste righe) è nata a scuola. Si, sono andato a scuola, al liceo classico. Durante una delle notti bianche dei licei classici di Roma ho svolto la lettura di un testo che per un certo verso mi ha avvicinato a questo mondo. Andando avanti con i mesi ho scoperto che, nella mia stessa classe, due ragazzi erano interessati a condurre una vita artistica, perciò mi sono detto: “Ehi, perché non mettersi a lavorare insieme?”. Da quel momento abbiamo iniziato a scrivere, produrre e girare dei cortometraggi tutti nostri. Che figata, eh? Ma il bello deve ancora venire. Dopo aver guadagnato l’atteso diploma, ho iniziato dei corsi propedeutici ai provini per entrare nelle accademie. Ritengo che questo sia stato il periodo più felice e allo stesso tempo stressante della mia vita. Tra pianti, esaurimenti e incazzature riesco ad approdare nel porto sicuro della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro. È stata una soddisfazione enorme riuscire ad entrare in un’accademia al primo anno di provini. Per ora nella vita di “importante” ho fatto solo questo: vi tengo aggiornati.

Carlotta Grimaldi

Queste parole contribuiscono a descrivermi: 1997, Bra, Roero, mucche, suore, danza, musica, ricerca, antropologia, strada, verde, cibo, vino, teatro teatro teatro, ERT.
Le frasi che più mi risuonano in testa invece sono: “dritto per dritto”, “vertebra per vertebra”, “stai nel dolore”, “cosa dovevo portare a quel tavolo?”, “cosa dovevo fare?”, “non essere scema”, “vorrei essere un’attrice un giorno”, “come posso fare il Teatro?”

Jacopo Demetrio Massara

Il parto fu difficile ma il risultato accettabile! Eccomi qua, aspirante attore, tra sicurezze ed insicurezze, tra una pinta di birra ed una risata, tra una montagna di film in dvd e tomi sulla musica. Il pensiero che più mi accompagna è: “Alla fine andrà tutto bene e se non andrà bene vuol dire che non è la fine!”

Flavio Pieralice

Nasce a Roma, nel 1991. Partecipa a vari corsi di recitazione per ragazzi durante il periodo del liceo. Dopo il diploma i suoi genitori insistono perché studi recitazione ma il suo sogno fin da bambino è l’economia, le s.p.a. e le s.r.l. , a tal punto che si laurea nel 2015 in Economia e Direzione delle Imprese all’università LUISS Guido Carli di Roma. Frequenta diversi laboratori teatrali sia all’università, tenuti da Ferdinando Ceriani e Carla Ferraro, sia dopo la laurea, con Giovanni Cordí e Alice Guidi. Dal 2016 per tre anni lavora un po’ qui e un po’ lì tra aziende di dentifrici e biofarmaceutiche. A 28 anni (e non sentirli!) decide che la sua strada è quella del teatro e comincia il suo percorso presso la scuola Iolanda Gazzerro di ERT – Emilia-Romagna Teatro Fondazione. Suona la chitarra, ama la musica purché sia bella e adora i gatti, purché siano grassi.

Giorgio Ronco

Nasce a Torino il 16 agosto 1994 sotto il sole e il segno del Leone. Appassionato di calcio, cresce a tornei di Fifa alla play station e tiri a giro al campetto fino a quando, l’ultimo anno di liceo classico, costretto a prender parte a uno spettacolo teatrale, realizza che il disagiatamente meraviglioso mondo del teatro è quello che più gli si confà. Tenta ancora di sfuggirgli ma, dopo una laurea in fisioterapia, cade fra le sue braccia in quel “bastardo posto” e accede alla Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro di ERT. Ama le osterie, le trattorie, i pranzi lenti e le cotolette della nonna, ma non è un viziato. Gli piace stare in silenzio e ascoltare. È un po’ timido ma non se la tira.

Martina Sini

Nasce a Roma il 10 Ottobre 2001 per approdare a Parma, dopo uno scalo a Lussemburgo, 10 anni dopo. Il primo vero approccio col teatro avviene alle medie quando inizia a frequentare i corsi della “Piccola Scuola” del Teatro del Cerchio. Fissata con il relativismo, partecipa a seminari con Claudio Autelli, Antonio Zanoletti, Pupi Avati passando per la RADA, così, solo per avere la certezza che il teatro non ha forma. Abile disturbatrice della quiete pubblica, fa una capa tanta a amici e parenti sui suoi sogni di gloria fino a quando termina gli studi alla Scuola per l’Europa di Parma e può finalmente cambiare preda per passare a chi, di tutto questo ambaradan, ne sa più di lei.

Giulia Sucapane

Nasce ad Avezzano il 12/05/1994. Frequenta il Liceo Classico A. Torlonia dove prende parte a due laboratori teatrali, con la Compagnia Lanciavicchio e con il Teatro dei Colori. Nel frattempo studia canto moderno e lirico con il M° Carla Polce. Spicca il volo e atterra dietro l’angolo, a Roma, nel 2014 dove si iscrive al DAMS di Roma Tre. Nel 2019 completa il percorso di studi con una laurea magistrale. Frequenta laboratori in cui studia il montaggio in scena con Eugenio Barba, il mimo corporeo e la Commedia dell’Arte con Michele Monetta, l’uso di voce, corpo e testo con Mamadou Dioume. Grazie a progetti universitari recita al Teatro Vascello, al Teatro Palladium e in alcuni teatri off di Roma. Pratica Scherma Storica presso l’Accademia Romana d’Armi. Ama la fotografia, il cinema, i Beatles e i Rolling Stones. La sua vita è un musical drammatico a cielo aperto (possibilmente Les Misérables).

“Spesso durante la notte mi sveglio
Coperto di sudore freddo all’idea che
Sono diventato normale, che morrò
Sotto una spessa coperta di piqué,
Che ho smesso di inventare.”
V. Mejerchol’d

Elena Veloci

Nasce nel 1999 nella bella Verona, ma avrebbe preferito trovarsi nell’antica Grecia.
Ama i boschi, le onde del mare, le storie, crede ancora nelle fate. Spera di scavare con le mani nella terra per trovare un tesoro. 
Ha sempre desiderato fare l’archeologa ma durante il liceo si è innamorata del teatro. Finito il liceo scientifico, continua il suo percorso teatrale con Gloriana Ferlini fino ad approdare qui, con la testa sempre un poco altrove.

Mattia Zavarise

Aspirante guitto e un po’ saltimbanco,
son io della mia storia il narratore,
prometto, sarò schietto, sarò franco

Chiedo perdono Signori e Signore,
per ora c’è poco, è nuova la parte
e ancor è acerbo il giovane attore

per far delle parole la sua arte
e raccontar a voi con far vivace
chi son io senza mettermi in disparte.

Confesso, sono ciò che amo e mi piace,
ma vi prego d’ascoltarmi lo stesso,
perché ho nella pancia un sogno vorace:

di svegliarmi un giorno come adesso:
fanciullo nel cuore e barba da vecchio,
E poter dir con discreto successo,

“Madame e Messeri! In alto l’orecchio!
E che il bicchier di vino sia riempito
ha inizio la storia, siatele specchio!”

Fin quando in pace, su un monte romito,
si confonderanno erba e memorie
in una lieve scritta apparsa sul granito

“Principe e servo di mille baldorie,
qui ancor s’agita un povero guitto,
discreto attor e gentil cantastorie

Alfier fiero del ciarlar contadino,
cantando al focolar  morì felice
reggendo forte una coppa di vino.”