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Drammaturgie: Alta formazione di scrittura teatrale

Emilia Romagna Teatro Fondazione realizza l’operazione Voltati e affronta l’ignoto – Scuola Internazionale di Alta Formazione Teatrale – Rif. PA 2022-17910/RER, finanziata con risorse del Programma Fondo sociale europeo Plus 2021-2027 della Regione Emilia-Romagna e approvata con Deliberazione di Giunta regionale n. 1951 del 14/11/2022.

Nell’ambito dell’operazione “Voltati e affronta l’ignoto – Scuola Internazionale di Alta Formazione Teatrale”, Emilia Romagna Teatro Fondazione Ert / Teatro Nazionale promuove il percorso formativo di qualificazione e professionalizzazione per autrici e autori teatrali: Drammaturgie: Alta formazione di scrittura teatrale (Prog. 2).

IL CORSO

Al fine di sostenere e valorizzare un repertorio drammaturgico contemporaneo, anche perfezionando le competenze delle autrici e degli autori teatrali, la Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro di Emilia Romagna Teatro Fondazione ERT / Teatro Nazionale, diretta da Valter Malosti, propone a Modena il corso gratuito di Alta Formazione Drammaturgie: Alta formazione di scrittura teatrale, condotto dagli autori Linda Dalisi (autrice, dramaturg e regista), Angela Dematté (autrice, dramaturg e interprete) e Fabrizio Sinisi (poeta, drammaturgo, traduttore e critico letterario): con un approccio maieutico e non dogmatico volto a valorizzare la creatività di ogni allievo, si costituirà un “cantiere” di scrittura drammaturgica in un percorso che benefici del contributo attivo e arricchente dell’intero gruppo di lavoro.

La parte finale del percorso formativo delle allieve e degli allievi consisterà in un reading collettivo di brani dei testi creati durante il percorso, che sarà presentato nell’ambito delle programmazioni dei teatri e/o degli spazi gestiti di ERT.

PROGETTO PEDAGOGICO E ARTISTICO

Immagino un seminario come un’officina in cui, a partire dall’esplorazione empirica di un lavoro di adattamento, si possa allenare lo sguardo sulla materia drammaturgica e sui propri impulsi a creare. Userò il metodo che uso nella produzione dei lavori che vanno in scena, un lavoro artigianale, simile all’inchiesta di un detective che attraverso domande, intuizioni, appunti e post-it, scava nella realtà e cerca la soluzione di un enigma. L’indagine, svolta in gruppo, può ramificarsi a seconda degli apporti e delle intuizioni di ciascuno. Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain, offrirà un terreno di coltura di partenza. L’arrivo potrebbe anche essere un viaggio nel nucleo della Galassia di Andromeda. Se, come credo, una creazione teatrale è un processo che dal solitario diventa collettivo, il seminario si giocherà sul confine ballerino tra la propria urgenza di racconto e il mettersi al servizio di un altro mondo, sia esso un romanzo, un autore del secolo scorso, un collega drammaturgo, un regista. Le tre fasi del percorso potremmo chiamarle: indagine, elaborazione, composizione, cui si potrebbe aggiungere un’ultima fase, imprevedibile, che chiamerei scompaginazione, il ribaltamento consapevole e caotico delle regole del gioco, nei salti dalla pagina alla scena per tornare alla pagina.” Linda Dalisi

“Mi propongo di far dialogare gli allievi autori con le loro istanze personali più profonde e di trovare il racconto, la situazione, la forma adeguata perché affiorino. 
Non si tratterà di guidare gli autori a raccontare concretamente di sé ma di imparare un metodo per permettere che la propria visione timida e personale affiori senza sentirsi nuda e in pericolo.  Cercheremo cioè di trovare per ciascuno un campo di lavoro, dei personaggi adeguati, degli strumenti adeguati per evitare la fin troppo frequente autocensura. Cercheremo di ritrovare la leggerezza dell’invenzione. Come raccontare la mia visione senza essere autoreferenziale? Come raggiungere l’universale senza perdere la mia voce e dunque il motivo stesso per cui faccio l’artista?
In questo percorso avremo dei maestri, Shakespeare innanzitutto, ma poi Testori, Pasolini, Goldoni, Strehler e alcuni autori contemporanei. Forse qualcuno avrà bisogno di partire da un fatto di cronaca, da interviste raccolte, da studi scientifici. Ci metteremo in ascolto delle necessità di ognuno cercando di metterle a fuoco, per provare a costruire insieme una nuova strada verso un nuovo equilibrio, un nuovo terreno sui cui porre nuove fondamenta”.  Angela Dematté

“Un nuovo teatro di parola è al centro della mia ricerca come autore e come docente. Obiettivo del percorso è quindi quello di introdurre nel processo di scrittura una dimensione performativa: considerare lo spazio drammaturgico come il luogo della maggior libertà possibile nella rappresentazione del mondo. Il percorso storico della drammaturgia in Italia ha fatto sì che quell’apertura alla performance che ha rivoluzionato l’arte della recitazione abbia invece toccato solo marginalmente l’ambito della scrittura. Introdursi a una dimensione “astratta” del linguaggio, incorporare nella scrittura teatrale diversi generi e molteplici discipline – dalla filosofia alle nuove scienze, dalla politica alla poesia – penso sia uno dei compiti del drammaturgo d’oggi. Vorrei introdurre gli allievi autori all’impiego di diverse possibilità, aiutando ogni singolo autore ad ampliare il più possibile la propria idea di “rappresentazione”, lavorando su un’idea di drammaturgia che parta da impulsi anche non narrativi ma tematici, concettuali, antinaturalistici, con un rapporto più diretto con il tempo presente.” Fabrizio Sinisi

Linda Dalisi

Dopo l’incontro con Leo de Berardinis nel 1999 si trasferisce a Bologna dove diventa volontaria nel suo teatro. Dal 2002 come assistente alla regia lavora con Pierpaolo Sepe, Monica Nappo, Renato Carpentieri. Dal 2007 collabora con la rivista Hystrio. Ha pubblicato per Dante&Descartes Messa in scena della mafia, saggio su Cani di bancata di Emma Dante. Per la regia di Latella firma, in qualità di dramaturg e drammaturga: [H] L_DOPA (2010), Don Giovanni, a cenar teco (2011), C’è del pianto in queste lacrime (2012), Francamente me ne infischio (2013), Peer Gynt (2014), MA (2015), La valle dell’Eden adattamento dell’omonimo romanzo di John Steinbeck (2019), Aminta (2019), Hamlet (2021), Chi ha paura Di Virginia Woolf? (2021). Firma regia e drammaturgia di Misfit like a clown (2010), Mentre d’intorno infuria il mondo (2012), Il silenzio della ragione da Anna Maria Ortese (2013), Aiace (2017), Bee Riot (2022). Dal 2011 conduce un laboratorio per non attori provenienti da vari paesi del mondo, con cui realizza gli spettacoli Poi piovve la città (2011), Dopo cento giravolte (2012), Primo studio su La dodicesima notte di Shakespeare (2013, anno in cui pubblica il libro-diario sul laboratorio Poi piovve la città per Pungitopo Editore), Che terra è questa (2014). È socia fondatrice di Stabile Mobile Compagnia Antonio Latella. Nel 2022 pubblica Dramagia. Edward Albee e il mestiere del dramaturg di Linda Dalisi (Emergenze Publishing Editore).

Angela Dematté

Drammaturga e attrice nata in Trentino, sceglie Milano come sua residenza d’artista. Dopo una laurea in Lettere e un diploma all’Accademia dei Filodrammatici, lavora come attrice finché inizia, nel 2009, la sua attività di autrice: scrive Avevo un bel pallone rosso e vince il Premio Riccione e il Premio Golden Graal. Il lavoro è messo in scena da Carmelo Rifici con il quale inizia una profonda ricerca che produce, tra gli altri: L’officina, Chi resta, Il compromesso, Ifigenia, liberata e Macbeth, le cose nascoste. Negli stessi anni lavora come dramaturg e autrice per i registi Andrea Chiodi, Renato Sarti, Sandro Mabellini, Valter Malosti, Benedetto Sicca, Simona Gonella. Scrive, dirige e interpreta Mad in Europe che vince il Premio Scenario 2015 e il Premio Sonia Bonacina. Nel 2019 la città di Trento le conferisce il Premio Aquila d’Oro per la cultura. Nella sua ricerca indaga le potenzialità e i limiti del linguaggio identitario, argomento su cui ha creato diverse masterclass presso Teatro Franco Parenti, Proxima Res, Karakorum teatro, Matearium teatro, ERT, Luminanze. Il suo lavoro negli ultimi anni, a partire dalla collaborazione con ISI Foundation, Joint Research Centre di Ispra e con Carmelo Rifici al LAC, si concentra sul dialogo con la scienza come necessità di indagine sull’uomo futuro. La pandemia la spinge ad indagare il dialogo tra la scrittura teatrale e nuove forme offerte dal web e da spazi non teatrali. Produce il documentario Un rito di passaggio e lavora alla redazione del progetto digitale Lingua madre. Il progetto vince il Premio Hystrio e il premio Ubu. I suoi testi sono pubblicati in Italia, Francia, Svizzera, Germania ed Egitto. Lavora con importanti teatri come: LAC di Lugano, Piccolo Teatro di Milano, Theatre de la Manufacture di Nancy e diversi Teatri Stabili italiani. È madre di tre figli.

Fabrizio Sinisi

Nato a Barletta nel 1987. Drammaturgo, poeta e scrittore, nel 2012 ha debuttato come autore teatrale con La grande passeggiata con la regia di Federico Tiezzi. In poesia ha pubblicato La fame e il Contrasto dell’uomo e della donna, con cui ha ottenuto la menzione del Premio Carducci 2015. Dal 2010 è dramaturg della Compagnia Lombardi-Tiezzi e dal 2020 artista residente del Centro Teatrale Bresciano. Attivo anche nel teatro d’opera, nel 2017 ha debuttato al Maggio Musicale Fiorentino con il melologo Ravel. Lavora stabilmente con i maggiori teatri nazionali, collaborando con i più importanti registi della scena italiana. Nel 2017 pubblica Tre drammi di poesia, con cui viene selezionato tra i dieci autori italiani del progetto internazionale Fabulamundi. Collabora stabilmente con il quotidiano «Domani» e il mensile «Finzioni». Suoi lavori sono stati tradotti e rappresentati anche in Austria, Croazia, Egitto, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera e Stati Uniti. Ha ottenuto la menzione dell’American Playwrights Project, il Premio Testori per la Letteratura e il Premio Nazionale dei Critici di Teatro. 

Informazioni generali sul corso

PROGRAMMA

Il corso si svolgerà nei seguenti periodi: dal 6 febbraio al 14 maggio 2023 (con possibilità di eventuali recuperi di lezioni entro il 31 maggio 2023).

Durata del percorso formativo[1]: 490 ore (con settimane di studio a frequenza obbligatoria e a tempo pieno di 40 ore), di cui 370 ore d’aula e 120 di project work, per permettere agli studenti di confrontarsi in autonomia con quanto appreso durante le lezioni in aula, in particolare per i moduli legati alla drammaturgia[2].

Attestato rilasciato al termine del corso: Attestato di frequenza
Quota di iscrizione: il Corso è gratuito.
I partecipanti dovranno frequentare, indipendentemente dalle singole modalità formative che compongono il corso, il 70% almeno delle ore complessive previste dal programma.


[1] La frequenza del corso è obbligatoria in presenza presso le sedi del corso. Emilia Romagna Teatro Fondazione si riserva la facoltà di erogare parte delle lezioni in videoconferenza, nel rispetto delle vigenti e eventuali future norme per il contenimento del contagio da Covid-19 e nel rispetto della normativa della Regione Emilia – Romagna per la realizzazione dei percorsi professionali. A prescindere dalla modalità di erogazione, in presenza o in videoconferenza, tutte le ore erogate concorreranno a definire il monte ore complessivo di 600 ore.

[2] I materiali realizzati dai corsisti durante lo svolgimento del corso (project work, esercitazioni, ecc.) sono di proprietà della Regione Emilia-Romagna. Ogni tipo di utilizzo degli stessi da parte degli allievi dovrà essere concordato e preventivamente autorizzato dalla Emilia Romagna Teatro ERT /Teatro Nazionale.

MODULI DIDATTICI

1) Drammaturgia 1

2) Drammaturgia 2

3) Drammaturgia 3

4) Scena multimediale/digitale, in partenariato con Associazione Riccione Teatro

SEDE

La Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro ha sede a Modena in Viale Buon Pastore, 43.

Il corso si svolgerà a Modena. Si prevede la possibilità di realizzare una parte delle lezioni in altre sedi del sistema ERT Fondazione.

NUMERO DEI PARTECIPANTI

Il corso prevede l’ammissione di massimo 12 partecipanti.

Requisiti d’accesso e modalità di selezione

Possono accedere al corso autrici/autori, drammaturghe/i, così come attrici/attori e registe/i con un particolare interesse per la scrittura drammaturgica, che:

– abbiano compiuto diciotto anni di età al momento dell’avvio del percorso formativo;
– siano dotati di titolo di istruzione secondaria quinquennale o equipollente;
– dichiarino di avere la residenza o il domicilio sul territorio della Regione Emilia-Romagna;
– abbiano pregresse documentabili esperienze formative o professionali in ambito teatrale o, più specificatamente, drammaturgico.

Ai partecipanti, se stranieri, è richiesta un’ottima conoscenza della lingua italiana.

I requisiti di accesso dovranno essere attestati tramite autocertificazione, presentando adeguato curriculum vitae formativo e/o professionale firmato.

MODALITÀ DI SELEZIONE
L’ammissione alle prove di selezione è subordinata alla presentazione della domanda di ammissione, entro le ore 24.00 del 06 gennaio 2023, corredata degli allegati obbligatori descritti nel paragrafo “DOMANDA DI AMMISSIONE E TERMINI DI PRESENTAZIONE” qui di seguito.

PRESELEZIONE
La preselezione riguarderà la positiva valutazione del curriculum vitae e la positiva valutazione della lettera motivazionale, che ne costituisce parte integrante.

Criteri di valutazione: coerenza ed entità delle esperienze dichiarate, qualità della lettera motivazionale.

Tali valutazioni avverranno a insindacabile giudizio verbalizzato dalla commissione giudicatrice, appositamente nominata dalla Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro, che sarà composta da artisti e da professionisti del settore altamente qualificati.

Saranno considerati ammissibili alle selezioni le/i candidate/i i cui curricula avranno ottenuto il punteggio di almeno 12 punti su 20. Il punteggio assegnato sarà verbalizzato, ma non concorrerà alla definizione del punteggio complessivo assegnato a ciascun candidato in fase di selezione.

PROCESSO SELETTIVO

I nomi delle candidate e dei candidati valutate/i ammissibili alla selezione e la data della loro convocazione saranno pubblicati entro il 10 gennaio 2023, unicamente nella pagina dedicata del sito della Scuola: scuola.emiliaromagnateatro.com

Le/i candidate/i ammissibili selezionate/i saranno convocate/i a Modena, in una delle sedi di ERT Fondazione in una giornata tra il 16 e il 18 gennaio 2023, come da calendario pubblicato nello stesso avviso, per sostenere:
– un colloquio individuale motivazionale;
– una prova scritta collettiva a domanda aperta volta a valutare le competenze e il pensiero drammaturgico e creativo. In caso di necessità, la prova scritta sarà programmata in più date, con domande costruite su criteri trasparenti, oggettivi e misurabili;
– una prova pratica composta da tutte le seguenti parti:

  1. presentazione orale di un progetto di drammaturgia originale, intendendosi per drammaturgia originale sia una drammaturgia concepita ex novo sia una riscrittura di opera preesistente (i candidati saranno tenuti a consegnare alla commissione su supporto cartaceo la traccia scritta, precedentemente elaborata, di detto progetto di drammaturgia);
  2. colloquio volto a indagare le loro conoscenze storico-teatrali.

Conoscenze e competenze in ingresso (valutate tramite selezione): conoscenza dei lineamenti di storia del teatro internazionale, di teoria e storia delle forme drammatiche antiche e moderne internazionali, degli elementi di composizione teatrale, di analisi e decodifica di materiali testuali; sapere elaborare piccole partiture drammaturgiche, saper gestire materiali testuali assegnati in forme di scrittura diverse.
Ai partecipanti, se stranieri, è richiesta altresì un’ottima conoscenza della lingua italiana.

Tutte le prove elencate sono obbligatorie.
Il punteggio massimo ottenibile in fase di selezione è di 100 punti così suddiviso:

Prova scritta: max 30 punti.
Prova pratica: max 50 punti.
Colloquio motivazionale, inteso anche come disponibilità alla partecipazione di tutte le attività: max 20 punti.

La Commissione giudicatrice (composta da personale di Emilia Romagna Teatro Fondazione e da esperti dei contenuti oggetto della selezione), a suo insindacabile giudizio, stilerà una graduatoria delle candidate e dei candidati.
Criteri di valutazione: qualità delle prove sostenute, motivazione alla partecipazione. 

ESITO DEL PROCESSO SELETTIVO
Al termine delle sessioni pratiche verrà stilata una graduatoria definitiva delle candidate e dei candidati idonee/i.
I primi 12 candidati verranno ammessi alla frequenza del corso in qualità di allievi.
Sulla base della stessa graduatoria, i candidati dichiarati idonei ma non ammessi potranno subentrare agli allievi effettivi in caso di rinuncia da parte di questi ultimi.
I risultati delle selezioni saranno resi noti entro il 25 gennaio 2023 unicamente nella pagina dedicata del sito della Scuola: scuola.emiliaromagnateatro.com.

DOMANDA DI AMMISSIONE E TERMINI DI PRESENTAZIONE
La domanda d’ammissione (Allegato 1, in calce al presente bando), corredata di tutti gli allegati richiesti, dovrà pervenire compilata in tutte le sue parti e firmata entro le ore 24.00 del 06 gennaio 2023, corredata dei seguenti allegati:

– curriculum vitae che attesti i requisiti del candidato, datato e firmato;
– breve lettera motivazionale (motivazioni per la partecipazione al corso, massimo 2.000 caratteri spazi inclusi);
– eventuale certificazione linguistica, qualora in possesso;
– 1 foto;
– copia di un documento di identità e del codice fiscale;
– scheda informativa Regolamento europeo per il trattamento dei dati personali compilata e firmata, allegata in calce alla domanda di ammissione.

via e-mail, all’indirizzo: scuola@emiliaromagnateatro.com
oppure in forma cartacea al seguente indirizzo:

Emilia Romagna Teatro Fondazione
Viale Carlo Sigonio, 50/4
41124 – Modena (MO)

NON FARÀ FEDE IL TIMBRO POSTALE

PER INFORMAZIONI
Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro
Viale Buon Pastore, 43
41125 – Modena (MO)
Tel 059-214039
e-mail: scuola@emiliaromagnateatro.com