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I docenti - Dramaturg internazionale

Csaba Antal

Nato in Ungheria, Csaba Antal, dopo il diploma di Architettura, studia scenografia a Praga con Joseph Svoboda, per poi continuare i suoi studi presso l’Université de la Sorbonne di Parigi.
Nel corso della sua carriera ha lavorato per il Katona József Színház e per il Vígszinház, entrambi teatri di Budapest, con la Comédie Française, il Théâtre de l’Odéon di Parigi, il Théâtre National di Strasburgo, il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro Argentina di Roma, Emilia Romagna Teatro Fondazione, la Fundació Teatre Lliure di Barcellona, e ancora, l’Opernhaus Zürich, l’Oper Bonn, il Wiesbaden, il Baadisches Staatstheater de Karlsruhe, la Volsbühne, lo Staatsoper Berlin, l’Oper München.
Ha poi ricevuto numerosi premi e riconoscimenti: il suo lavoro è stato esposto alla Quadriennale di Praga ed alla Triennale di Novi Sad, in Serbia, al Festival di Avignone, al Palazzo delle Esposizioni di Budapest ed al Petit Palais di Parigi.
È membro fondatore de l’Union des Théâtres de l’Europe, ideata da Giorgio Strehler nel 1989.
Ha poi tenuto dei corsi presso il Conservatorio di Budapest, al Giessen Institut für Angewandte Theaterwissenschaft, al Théatre National di Strasburgo, alla Mozarteum di Salisburgo, all’Accademia di Brera di Milano, all’Harward University di Boston/Cambridge, allo IUAV di Venezia, a l’ENSATT di Lione, al Conservatoire di Parigi e al Theaterakademie di Monaco di Baviera.

Le sue scenografie per il teatro di prosa:
Théatre de l’Odéon Paris, Katona József Színház, Budapest: Tchehov, Platonov
Teatro Biondo, Palermo: /Calderon/Il principe constante
Piccolo Teatro di Milano: Ibsen/Spettri
A.R.T. Boston/Cambridge: Brecht/Madre Coraggio
Arena Stage, Washington DC: Tenessy Williams, Endstation Sehnsucht
Oslo: Brecht/Die kaukasische Kredekreis
Nationaltheater Budapest: Oidipus Rex, Oidipus in colonnos
Théâtre de l’Odéon, Paris: Therese Philosophe
Epidauro, Grecia: Euripide/ Medea
Teatro Argentina, Roma: Le nozze di Figaro
Teatro Argentina, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Roma: Brecht, La Resistibile ascesa di Arturo Ui /Premio della Critica in Italia 2012/
Théâtre du Ronde Point, Paris: Simon Stephens, Harper Regan
2014 Emilia Romagna Teatro Fondazione, Modena, Kafka, La metamorfosi
Katona József Színház, Thomas Bernhard, Heldenplatz
2015 Katona József Színház, Brecht, Madre Coraggio
2016 Teatrp Franco Parenti, Milano, George Tabori, Le variazioni Goldberg
2017 Théatre Vörösmarty, László Márton, Carmen
Vígszinház Budapest, Shakespeare, Amleto
2018 Teatro Franco Parenti Milano, Ibsen, Peer Gynt
Trafo, Thomas Bernhardt, Vaterland
Szeged Open Air Stage, Shakespeare, Romeo e Giulietta

Per l’opera lirica, alcune tra le sue scenografie sono La Carriera di un libertino (Modena, Palermo), Madame Butterfly (Macerata), Tosca (Perugia), Peter Grimes, The Turn of the Screw, Mefistofeles de Boito (Budapest), Il Barbiere di Siviglia (Bonn), La Dannazione di Faust (Leipzig), Le Nozze di Figaro, Così fan tutte, Idomeneo (Wiesbaden), Il Barbiere di Siviglia (Opernhaus Zürich), La Bohème, Didone abbandonata, Salomè (Teatro Prinzregenten Monaco). La Fillencée Vendue (Berlin Staatsoper), Il flauto magico (Teatro comunale di Bolzano) e, più recentemente, Peter Grimes (Teatro Comunale di Bologna) e Artaserse (Bayreuth Markgräfischen Opernhaus).

Davide Carnevali

Davide Carnevali (Milano, 1981) è drammaturgo, traduttore e teorico del teatro.
Ha ottenuto il Dottorato di ricerca in Teoria del Teatro presso la Universitat Autònoma de Barcelona, con un periodo di studi presso la Freie Universität Berlin. Attualmente insegna drammaturgia e teoria del teatro presso la “Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi” di Milano, presso “17 Instituto de Estudios Críticos” di Ciudad de México, presso l’ “Institut del Teatre” di Barcelona e presso la “Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro” di Modena; parallelamente imparte seminari presso differenti teatri e istituzioni. Dal 2013 fa parte del Comitato di drammaturgia del Teatre Nacional de Catalunya. È inoltre membro del consiglio di redazione della riviste catalane “Pausa” e “Estudis Escènics”; scrive per “Hystrio” e per diverse riviste internazionali, occupandosi principalmente di teatro iberoamericano e tedesco. Ha curato diverse edizioni di autori catalani e spagnoli in Italia ed è traduttore dal catalano, dallo spagnolo e dal francese all’italiano.

Come autore si forma con Laura Curino in Italia e con Carles Batlle presso la Sala Beckett di Barcellona; amplia i suoi studi in Spagna e Germania assistendo ai seminari di Martin Crimp, Biljana Srbljanović, José Sanchis Sinisterra, Hans-Thies Lehmann, John von Düffel, Simon Stephens, Martin Heckmanns.

Con Variazioni sul modello di Kraepelin si è aggiudicato nel 2009 il premio “Theatertext als Hörspiel” al Theatertreffen Stückemarkt di Berlino e il “Premio Marisa Fabbri” al Premio Riccione per il Teatro, e nel 2012 il “Prix de les Journées de Lyon des auteurs”. Come fu che in Italia scoppiò la rivoluzione ma nessuno se ne accorse ha ricevuto il “Premio Borrello alla nuova drammaturgia” 2011. La prima parte del Dittico dell’Europa, Sweet Home Europa, è stata presentata nell’edizione 2011 del Festival Internazionale di Letteratura di Berlino, ha debuttato nel 2012 con una produzione del Schauspielhaus Bochum e in forma di radiodramma per la Deutschlandradio Kultur; nel 2015 è stata allestita anche in Italia, prodotta dal Teatro di Roma. Nel 2013 è stato incluso tra i 35 autori più rappresentativi della storia del Theatertreffen Stückemarkt, che per l’occasione ha incaricato e sovvenzionato la scrittura della seconda parte del Dittico, Goodbye Europa. Lost Words. Nello stesso anno ha vinto il “Premio Riccione per il Teatro” con Ritratto di donna araba che guarda il mare. Nel 2016 ha ricevuto la Menzione d’onore al Premio Platea per Menelao.
Nella stagione 2017/2018 ha per la prima volta curato l’allestimento dei suoi testi, portando in scena Maleducazione transiberiana al Teatro Franco Parenti di Milano e Ein Porträt des Künstlers als Toter alla Münchner Biennale e alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino.
Nel 2018 ha ricevuto il Premio Hystrio alla drammaturgia.
Le sue opere sono state presentate in diverse stagioni teatrali e festival internazionali, e sono tradotte in catalano, estone, francese, greco, inglese, polacco, portoghese, rumeno, russo, spagnolo, tedesco, ungherese. È pubblicato in Italia da Einaudi e in Francia da Actes Sud. Per la casa editrice messicana Paso de Gato ha pubblicato il saggio Forma dramática y representación del mundo en el teatro europeo contemporáneo.

Francesco Cattani

Francesco Cattani è Dottore di Ricerca in Letterature e Culture dei Paesi di Lingue Inglese (Università di Bologna). È professore a contratto in Feminist Theory e Gender Studies presso l’Università di Bologna e in Letteratura Inglese presso la Fondazione Scuole Civiche di Milano. I suoi ambiti di ricerca riguardano la relazione tra culture postcoloniali e postmoderne, i Cultural Studies e gli studi di genere, e in particolare la letteratura e cultura visuale black British. È membro della redazione di «Between», la rivista dell’Associazione di Teoria e Storia Comparata della Letteratura. Ha curato con Donata Meneghelli il volume La rappresentazione allo specchio (Meltemi 2008), con Vita Fortunati il volume Questioning the European Identity/ies (il Mulino, 2014) e con Silvia Albertazzi, Rita Monticelli e Federica Zullo il volume Postcolonial Passages into the 21st Century. Redrawing Lines of Engagement across Literatures and Cultures in English, (Cambridge Scholars Publishing, 2018). Ha pubblicato saggi sulla Londra postcoloniale, Ingrid Pollard, Bernardine Evaristo, Handsworth Songs, Caryl Phillips, Aravind Adiga, Ornela Vorpsi.

Luigi Ceccarelli

Si dedica fin dagli anni ’70 alla composizione musicale elettroacustica con particolare attenzione allo spazio sonoro. Le sue opere, hanno ottenuto premi internazionali (IMEB di Bourges, Ars Elettronica di Linz, premio “Hear” della televisione Ungherese, premio “Opus” del “Conseil de la Musique du Quebec”, International Computer Music Conference). Oltre all’ambito prettamente musicale, Luigi Ceccarelli si dedica al teatro musicale dove ha realizzato spettacoli con il Teatro delle Albe e Fanny & Alexander e ha ricevuto il Premio UBU 2002 (assegnato per la prima volta ad un musicista), il premio del Bitef Festival di Belgrado e del Mess Festival di Sarajevo. Ha lavorato come musicista con la coreografa Lucia Latour, e negli anni seguenti con la compagnia di danza norvegese Wee e con la coreografa sudafricana Robin Orlin. Ha composto varie opere radiofoniche prodotte da Rai RadioTre con testi di Stefano Benni, Valerio Magrelli ed Elias Canetti. E’ tra i soci fondatori di Edison Studio con cui ha creato le colonne sonore di vari film degli anni ’10, ricevendo il premio AITS per il film “Inferno”. E’ titolare della cattedra di Musica Elettronica presso il Conservatorio di Musica di Latina.

Elena Di Gioia

Elena Di Gioia, ideatrice e curatrice di progetti teatrali.
Dal 2016 è direttrice artistica della stagione teatrale Agorà promossa dalla Unione Reno Galliera nella Area Metropolitana di Bologna, un articolato progetto di spettacoli, laboratori, incontri, azioni speciali che sviluppano una relazione tra artisti, luoghi, in un coinvolgimento attivo di cittadini, pubblico e non ancora pubblico.
Nel 2014/15 ha diretto il Festival Focus Jelinek, festival diffuso in quattordici città dell’Emilia Romagna, per il quale ha coinvolto e condiviso la progettualità con numerosi artisti della scena contemporanea: spettacoli, incontri, letture, proiezioni, laboratori, un convegno, pubblicazioni sull’opera della scrittrice austriaca Elfriede Jelinek premio Nobel per la letteratura nel 2004. Il Festival Focus Jelinek è stato finalista ai Premi Ubu 2015.
Collabora alle progettualità di artisti della scena contemporanea, tra cui Progetto OZ con Fanny & Alexander, Civile con Fiorenza Menni/Ateliersi, Il Teatro di Pierre Notte con Angela Malfitano e Francesca Mazza, Il Teatro di Fabrice Melquiot con Anna Amadori, Scene da Romeo e Giulietta. Un percorso sulle parole di Shakespeare con Teatrino Giullare, Nuvole.Casa e Lettere dalla notte con Chiara Guidi/Societas.
I progetti realizzati declinano, ogni volta in maniera originale e dedicata, una narrazione della relazione tra opera e città componendo e rafforzando la relazione e l’avvicinamento tra artisti e cittadini.
Dal 2005 al 2009 ha collaborato con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Bologna come co-curatrice delle edizioni di Bè bolognaestate, rassegna di manifestazioni estive promossa dal Comune di Bologna.
Ha curato le pubblicazioni di Passione e ideologia. Il teatro (è) politico (con Stefano Casi, Editoria & Spettacolo, 2012 e ebook Teatri di Vita), Ai chiodi le lune. L’inatteso di Fabrice Melquiot/La soglia di Michel Azama (Editoria & Spettacolo 2014) e insieme a Claudio Longhi, S-pettinare la realtà – Focus Elfriede Jelinek, numero 2/2015 di «Prove di Drammaturgia» (Titivillus, 2016).
Partecipa a convegni e seminari su temi della progettazione culturale e teatrale.

Paolo Di Paolo

Paolo Di Paolo è nato a Roma nel 1983. 
Si è laureato in Lettere moderne all’Università di Roma La Sapienza (2008) e ha conseguito un dottorato in Storia letteraria e linguistica italiana all’Università di Roma Tre (2012).
Nel 2003 è stato finalista al Campiello Giovani e, con i racconti Nuovi cieli, nuove carte (Empirìa 2004), al Premio Italo Calvino per l’inedito.
Ha pubblicato libri-intervista con gli scrittori italiani, tra i quali Ho sognato una stazione, con Dacia Maraini (Laterza 2005), Un piccolo grande Novecento, con Antonio Debenedetti (Manni 2005) e Ogni viaggio è un romanzo. Libri, partenze, arrivi (Laterza 2007, 2013). Altri suoi libri sono nati da dialoghi: con Elio Pecora (Queste voci queste stanze, 2008), con Nanni Moretti (A Roma con Nanni Moretti, 2017). 
È autore dei romanzi Raccontami la notte in cui sono nato (Perrone 2008, Feltrinelli 2014), di Dove eravate tutti (Feltrinelli 2011, Premio Mondello e Premio Vittorini), Mandami tanta vita (Feltrinelli 2013, finalista Premio Strega), Una storia quasi solo d’amore (Feltrinelli 2016), tradotti in diverse lingue europee. 
Ha lavorato anche per il teatro: Il respiro leggero dell’Abruzzo (2001) interpretato fra gli altri da Franca Valeri; L’innocenza dei postini, messo in scena al Napoli Teatro Festival Italia 2010; Istruzioni per non morire in pace (2016), con regia di Claudio Longhi, messo in scena fra l’altro al Teatro La Pergola di Firenze; la riscrittura drammaturgia di La classe operaia va in paradiso (2018), con regia di Claudio Longhi, messo in scena fra l’altro al Teatro Piccolo di Milano e al Teatro Argentina di Roma.
Ha pubblicato saggi e articoli su molti scrittori e poeti italiani (in parte raccolti in La fine di qualcosa, Perrone 2012) e ha curato raccolte di autori come Antonio Tabucchi, Antonio Debenedetti e Indro Montanelli. 
Scrive su “la Repubblica” e “L’Espresso”.
È stato nella redazione e in video per “Gargantua” (Rai Tre 2008), ha scritto testi per Art News (Rai Tre, 2011-2013) e ha collaborato con alcuni speciali di Rai Cultura. Conduce dal 2006 le Lezioni di Storia organizzate dagli Editori Laterza presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Simona Gonella

Dopo il diploma in Regia alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, Simona muove i suoi primi passi come regista con Gabriele Vacis e il Teatro Settimo di Torino. Collabora poi come regista, assistente e curatore con Moby Dick di Venezia e Marco Paolini e con il Piccolo Teatro di Milano per i progetti europei.
È stata membro del Circolo dei Registi Europei dell’Unione dei Teatri d’Europa e ha lavorato a lungo fuori Italia (fra gli altri al Teatro Nazionale di Timisoara con il suo testo Insula, alla Royal Shakespeare Company con La lupa di Verga, al Chichester Theatre Festival con La bottega del Caffè di Fassbinder).
Collabora con la Compagnia svizzera Trickster- p come dramaturg per le installazioni teatrali .H.G., B., Twilight e Nettles, e con la Compagnia Inglese New Public per la quale ha diretto White Noise, uno spettacolo di creazione collettiva. Sempre come dramaturg cura l’allestimento de Il processo per l’ombra dell’asino di Dürrenmatt per gli svizzeri V XX ZWEETZ, in collaborazione con Luganoinscena.
In Italia firma diversi lavori soprattutto di nuova drammaturgia (fra gli altri Tra gli infiniti punti di un segmento di Cesare Lievi, Assedio di Mariano Dammacco, Psychosis delle 4.48 di Sarah Kane, Anfibi Rossi suo adattamento da Simona Vinci) e scrive e dirige tre testi di teatro civile: A come Sreberenica, Reportage ChernobyI, Figlie dell’epoca.
Dal 2007 al 2011 è stata Direttore Artistico del Cerchio di gesso /Oda Teatro di Foggia per il quale ha creato fra gli altri Sacco e Vanzetti loro malgrado, Un amore dell’altro mondo, Mammaluna, Macbeth Night e la Trilogia sulla grande narrativa inglese (Alice, Peter Pan, Isola del tesoro).
Consegue un diploma di Counselling di secondo livello (Istituto dell’Approccio Centrato sulla Persona di Milano), per l’acquisizione di nuove metodologie di studio e relazione con i singoli e con i gruppi.
Svolge con continuità attività di formatrice e pedagoga teatrale in Italia e all’estero per attori, registi, drammaturghi e formatori. E’ anche formatore aziendale.
E’ docente alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano sia per i corsi extracurriculari che curriculari.
Per la RADA – Royal Academy of Dramatic Arts di Londra ha curato un workshop per il secondo anno del coso attori ed uno sulle tecniche di devising per MA Theatre Lab per il quale ha allestito anche Clay to Flesh spettacolo di creazione collettiva; nel GBS Theatre della RADA ha diretto inoltre la versione inglese (Mad to go, There & Back) della Trilogia della Villeggiatura di Carlo Goldoni e Mr Puntila and his Man Matti di Bertolt Brecht.
Di recente è uscita per Dino Audino Editore una sua Introduzione alla regia teatrale.
Deve molto ai maestri con cui ha studiato e che ha incontrato nella sua carriera: Gabriele Vacis, Yoshi Oida, Joseph, Chaikin, Josè Sanchis Sinisterra, Giorgio Marini, Danio Manfredini, Cicely Berry, Jerzy Grotowski, Eimuntas Nekrosius, Francois Khan, Katie Mitchell, Martin Crimp, Steven Pimlott per citarne alcuni.

Gerardo Guccini

Insegna Drammaturgia e Tecniche della composizione drammatica all’Università di Bologna. Nel 1995 fonda con Claudio Meldolesi il semestrale “Prove di Drammaturgia. Rivista di inchieste teatrali”. Dal 2002 al 2015 è Responsabile Scientifico del CIMES (Centro di Musica e Spettacolo – Università di Bologna), in questa veste promuove numerose iniziative di ricerca applicata. Nel 2012, fonda con Matteo Casari la collana in rete “Arti della performance: orizzonti e culture” (AMS Acta). Dal 2017 è Responsabile Scientifico del Centro teatrale La Soffitta. I suoi studi riguardano in particolare il teatro del Settecento, gli aspetti spettacolari dell’opera lirica, il teatro di narrazione e la drammaturgia contemporanea. Fra le sue pubblicazioni recenti Gerardo Guccini, Giraldoni, Delsarte, i baritoni. Alcuni retroterra teatrali della poetica verdiana,  in “Studi Verdiani”, n. 23, 2012-2013; Id., Teatro e giornalismo in Italia. Una storia in tre tempi, e Dossier Pantani (con: Id., Una tragedia per l’Italia d’oggi: scrittura, realtà e destino nel teatro di Marco Martinelli | “Vidi genti famose in quel pantano”. Conversazione con Marco Martinelli e Gerardo Guccini | Antologia delle recensioni), in “Culture Teatrali”, n. 22, 2013; Fabio Biondi, Edoardo Donatini, Gerardo Guccini, Nobiltà e miseria. Presente e futuro delle residenze creative in Italia. 2013. Primo movimento, edizioni L’Arboreto, 2015; Gerardo Guccini, Dossier La Musa meticcia.
 Materiali d’autore per la conoscenza e lo studio della regia lirica, in “Culture Teatrali”, n. 25, 2016. Guccini ha collaborato come dramaturg con Marco Paolini, Elena Bucci e Marco Sgrosso.

Roberto Latini

Roberto Attore, autore e regista, si è formato a Roma presso Il Mulino di Fiora, Studio di Recitazione e di Ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992.
Ha ricevuto il Premio Sipario nell’edizione 2011, il Premio Ubu 2014 come Miglior Attore per il ruolo di Arlecchino ne Il servitore di due padroni di Antonio Latella  e il Premio della Critica 2015 per lo spettacolo I giganti della Montagna. Ha ricevuto il Premio Ubu 2017 come Miglior Attore o Performer per lo spettacolo Cantico dei Cantici.
Responsabile della Direzione Artistica del Teatro San Martino di Bologna dal 2007 alla primavera del 2012, è il fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro, riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali dal 1999.

Massimo Marino

Massimo Marino è critico teatrale e di danza. Scrive per il “Corriere della Sera” edizione di Bologna, cura la sezione “Teatro” della rivista online “doppiozero.com”, ha tenuto il blog “Controscene” sul sito del “Corriere di Bologna”. Ha collaborato con “l’Unità”, con “Left” e con varie riviste specializzate
Come saggista ha pubblicato interventi su diversi aspetti della scena contemporanea, in particolare sui problemi e le metodologie della critica teatrale; sui gruppi teatrali emersi dagli anni novanta; sulla relazione fra teatro, testo, video, corpo, musica; sul teatro nei luoghi di esclusione e teatro e differenza (teatro e carcere, teatro e salute mentale); sulla danza contemporanea e sulla danza contemporanea in rapporto con la città.
Ha svolto e svolge attività didattica con corsi sulla critica teatrale e di danza e sui modi per guardare lo spettacolo, collaborando con istituti universitari, teatri e festival (tra gli altri, Dams di Bologna, Università La Sapienza di Roma, Accademia nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, Festival StartUp di Taranto, Santarcangelo dei Teatri, Contemporanea di Prato, La Biennale Danza di Venezia). Ha curato laboratori di documentazione giornalistica e di diffusione sui social media per progetti di Emilia Romagna Teatro (Nelle pieghe del corpo_Bologna di Virgilio Sieni, 2015, e Ipericnetica di CollettivO CineticO, 2016) e il laboratorio La danza nella città, con blog e interventi sui social media, per la Biennale Danza College 2015.
Dal 1998 al 2003 è stato condirettore artistico del festival Santarcangelo dei Teatri, Nella stagione 2002-2003 è stato coordinatore artistico del Teatro Studio di Scandicci (Firenze).
Tra i suoi scritti recenti: Lo sguardo che racconta. Un laboratorio di critica teatrale (Carocci 2004), Il mare dietro un muro, racconto-analisi di tre spettacoli nati nei carceri minorili di Milano, Bologna e Palermo, con le foto di Maurizio Buscarino (Electa 2008),Teatro e carcere in Italia, una ricerca pubblicata in A scene chiuse, (Titivillus 2009), Teatro delle Ariette (Titivillus 2017). Ha pubblicato saggi su Franco Quadri, Romeo Castellucci, Teatro delle Albe, Thomas Bernhard, sul sistema del teatro e della danza emiliano-romagnoli e su altri aspetti della scena contemporanea.
È docente di “Drammaturgia musicale” presso il Conservatorio di musica “Giovan Battista Martini” di Bologna.
È stato professore a contratto presso il Dams di Bologna.

Silvia Mei

PhD in Storia, Orientalistica e Storia delle arti presso l’Università di Pisa, è ricercatrice in live arts, critica teatrale e project manager. Si occupa di teatro, danza e circo nelle loro relazioni novecentesche e contemporanee, con particolare interesse ai processi di ibridazione nella scrittura scenica.
Attualmente insegna come contrattista presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e la Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino. È membro della rivista universitaria «Culture Teatrali» e co-editor della webzine. A partire dal 2006 svolge formazione del pubblico per diverse realtà ed enti, tra cui Arena del Sole – ERT Fondazione, dove cura dal 2014 (insieme a Fabio Acca) la scuola per spettatori L’occhio del Principe. Ha allestito mostre e percorsi installativi presso lo spazio espositivo Adiacenze (Bologna); collabora come consulente scientifica alla progettualità della Soffitta – Centro di promozione teatrale dell’Università di Bologna e al festival multidisciplinare Ipercorpo (Forlì).
Autrice di diversi saggi e articoli in rivista, in italiano, francese e inglese, frequenta dal 2008 il teatro argentino dirigendo l’edizione italiana dell’opera di alcuni “teatristi” (Claudio Tolcachir/Timbre4. Una trilogia del living, 2012; R. Spregelburd, Lucido (con tre scritti), 2014). Ha inoltre curato: Il teatro e il suo dopo, volume in omaggio al magistero di Marco De Marinis (con Fabio Acca, 2014); e La terza avanguardia. Ortografie dell’ultima scena italiana, monografico dell’annale 2015 della rivista «Culture Teatrali». Di recente uscita il saggio storico Eleonora Duse e Yvette Guilbert. Storia di un’amicizia (Editoria & Spettacolo, Spoleto 2018).

Laura Olivi

Laura Olivi lavora da oltre trent’anni come Dramaturg in Germania. Formatasi a Bologna e, successivamente a Berlino Est, presso il Deutsche Theater ed il Berliner Ensemble, dal 1987 al 2000, dopo esser stata cercata anche da Strehler per il Piccolo Teatro di Milano, ha lavorato stabilmente come Dramaturg nei Münchner Kammerspiel, celebri per l’attività che vi svolse Brecht. Dal 2001 è Dramaturg e Responsabile dei progetti internazionali al Residenztheater di Monaco di Baviera, curando negli ultimi due anni l’importante progetto Welt/Bühne, piattaforma di drammaturgia internazionale, che ha visto una prima edizione (2016-2017) incentrata sulla nuova drammaturgia araba, coinvolgendo dieci autori di origine siriana, ed una seconda edizione (2017-2018) che ha coinvolto per un anno cinque autori da cinque continenti per la produzione di testi originali. È docente alla Bayerische Theaterakademie August Everding di Monaco, all’Accademia Paolo Grassi di Milano (2011-2015) e alla Scuola del Teatro Stabile di Torino (2012-2015) e sta collaborando con l’Accademia Teatrale Veneta. Ha firmato l’adattamento e la regia di numerosi audiolibri in lingua tedesca quali Iliade, Odissea, Eneide, Metamorfosi, Divina Commedia, Tristano e Isotta, Parzifal, I dolori del giovane Werther e l’opera completa di Heinrich von Kleist. Ha lavorato, tra gli altri, con Robert Wilson, Franz Xaver Kroetz, Herbert Achternbusch, Christian Stückl, Jan Bosse, Marius von Mayenburg e Martin Kušej. Ha realizzato progetti internazionali inerenti alle opere di Gian Maria Cervo, Marius von Mayenburg, Albert Ostermaier, Rafael Spregelburd (Call me God, Teatro Argentina 2012), Richard Ford e Tom Stoppard. Recentemente è stato ripubblicato per i tipi di CuePress il suo volume Brecht regista. Memorie dal Berliner Ensamble (2015), già pubblicato da Il Mulino nel 1989.

Maddalena Parise

Maddalena Parise dopo la laurea in storia dell’arte presso l’Università La Sapienza di Roma consegue un PhD in teoria e storia del ritratto fotografico presso lUniversité La Sorbonne di Parigi. Collabora con network internazionali di ricerca tra cui l’Eikones–National Center of Competence in Research di Basilea, la Frei Universität di Berlino, il Centre d’Histoire et Theories des Arts di Parigi. Partecipa a workshop e convegni internazionali presso le università di Monaco, Venezia, Bolzano, Parigi (2006-2012) e più recentemente presso l’Ècole supérieure d’art e design di Rouen (2018). Nel 2016 con Alessandro Ferroni conduce il modulo di insegnamento L’utilizzo dei linguaggi multimediali nella scena contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Autrice di saggi per riviste scientifiche e opere collettive internazionali (Fink Verlag, Images re-vues), pubblica con Pauline Martin il libro L’Œil photographique de Daniel Arasse. Théories et pratiques d’un regard (Fage, Lyon 2012). È co-fondatrice e membro del comitato di redazione (2004-2014) della rivista Images re-vues. Histoire, antropologie et théorie de l’art.
Dal 2007 è autrice d’istallazioni visive e proiezioni dal vivo in spettacoli teatrali. Nel 2010 fonda con Lisa Ferlazzo Natoli e Alice Palazzi la compagnia lacasadargilla per la quale collabora all’ideazione di progetti, istallazioni e progetti video. Nel 2007 realizza l’istallazione Slides, ritagli del tempo e il disegno per immagini per Il libro delle domande diretto da L. Ferlazzo-Natoli. Realizza inoltre i progetti video per gli spettacoli Ascesa e rovina della città di Mahagonny (2009), Katzelmacher (2011), Lear di Edward Bond (2015) diretti da L. Ferlazzo Natoli e l’istallazione video per il Festival di Fantascienza Urania (Roma, Teatro India). Nel 2013 con lacasadargilla, Muta Imago e Santasangre progetta l’istallazione-performance Art you Lost? 1000 persone per un’opera d’arte. Nel 2015, sempre con lacasadargilla, cura il progetto pluridisciplinare Linee di confine (2015) per cui pubblica (con L. Ferlazzo-Natoli e T. Spinelli) il volume Lear di E. Bond (minimum fax) e cura il progetto di arte pubblica Wallonwall. Fotografie e frontiere ai ‘margini’ della città, fotografie di Kai Wiedenhöfer. Sempre con lacasadargilla è co-autrice di IF/Invasioni(dal)Futuro progetto speciale vincitore del Bando dell’Estate Romana (2014-16; 2017-19). Nel 2016 collabora con Luca Brinchi, Maria Elena Fusacchia e Daniele Spanò al progetto video live per il concerto Drumming di Steve Reich (Ars Ludi Ensemble, Roma). Nel 2017 è co-autrice, con Alessandro Ferroni, del disegno video di Les Adieux! Parole salvate dalle fiamme (Romaeuropa Festival) e nel 2019 di When the Rain Stops Falling (Una coproduzione ERT-Teatro di Roma,Teatro Due).

Mauro Salvador

Game designer, Formatore professionale Docente universitario, Ph.D.
Applica i metodi e la filosofia del game design ai processi creativi. Ha lavorato al design di videogiochi, applicazioni per tablet e mobile, all’organizzazione di eventi ludici dal vivo per promuovere prodotti, servizi e cause, sia per aziende private sia per associazioni. Lavora come project manager, content manager e game designer per il collettivo Dotventi e per realtà associative di vario tipo.
Insegna all’Università di Bologna, all’Università di Modena e Reggio Emilia, alla Event Horizon School of Digital Art e in diverse altre realtà della formazione professionale.
Ha pubblicato i saggi In gioco e fuori gioco (Mimesis 2015), Conoscere i videogiochi (con Marco Pellitteri, Tunué 2014) e Il videogioco (La Scuola 2013).

Enrico Pitozzi

Enrico Pitozzi ha insegnato nelle università di Bologna, Padova, Parigi, Montréal, Porto Alegre e Valencia. È stato visiting professor presso l’École Normale Supérieure (ENS) di Parigi.
È senior researcher del progetto ERC Starting Grant «INCOMMON. In praise of community. Shared creativity in arts and politics in Italy (1959-1979)». È membro del «MeLa research lab» dell’Università Iuav di Venezia. È membro del comitato scientifico delle riviste «Antropologia e teatro» e delle riviste brasiliane «Moringa» e «Map D2 Journal – Map and Program of Arts in Digital Dance and Performance» oltre che della collana «Corpi» presso l’editore Quodlibet.
Ha animato il seminario della 37° Biennale del Teatro di Venezia 2005 diretta da Romeo Castellucci e nel maggio 2013 ha insegnato nel progetto Biennale danza College della Biennale di Venezia, diretto da Virgilio Sieni.
Tra le pubblicazioni ricordiamo, con A. Sacchi, Itinera. Trajectoires de la forme Tragedia Endogonidia, Arles, Actes Sud, 2008; On presence, in «Culture Teatrali», n. 21, 2012; Magnetica. La composizione coreografica di Cindy Van Acker | La composition chorégraphique de Cindy Van Acker | The choreographic composition of Cindy Van Acker, Macerata, Quodlibet, 2015. Bodysoundscape. Perception, movement and audiovisual developments in contemporary dance, in Yael Kaduri, The Oxford Handbook of Sound and Image in Western Art, Oxford University Press, 2016 ; Acusma. Figura e voce nel teatro sonoro di Ermanna Montanari, Macerata, Quodlibet, 2017.

Alessandro Sciarroni

Alessandro Sciarroni è un artista italiano attivo nell’ambito delle PerformingArts con alle spalle diversi anni di formazione nel campo delle arti visive e di ricerca teatrale. I suoi lavori vengono presentati in festival di danza e teatro contemporanei, musei e gallerie d’arte, così come in spazi non convenzionali rispetto ai tradizionali luoghi di fruizione e prevedono il coinvolgimento di professionisti provenienti da diverse discipline.
Il suo lavoro oltrepassa le tradizionali definizioni di genere. Parte da un’impostazione concettuale di matrice duchampiana, fa ricorso ad un impianto teatrale, e può utilizzare alcune tecniche e pratiche derivanti della danza, e da altre discipline come il circo e lo sport. Oltre al rigore, alla coerenza e alla nitidezza di ogni creazione, i suoi lavori tentano di disvelare, attraverso la ripetizione di una pratica fino ai limiti della resistenza fisica degli interpreti, le ossessioni, le paure e la fragilità dell’atto performativo, alla ricerca di una dimensione temporale altra, e di una relazione empatica tra spettatori e interpreti.
Le sue creazioni sono state presentate in tutta Europa, in Nord e Sud America, Medioriente e Asia. Tra le principali manifestazioni ha preso parte alla Biennale de la Danse di Lione, Kunstenfestivaldesarts di Brussels, Impulstanz Festival a Vienna, Festival d’Automne e Festival SéquenceDanse del 104 a Parigi, Abu Dhabi Art Fair, JuliDans Festival ad Amsterdam, Crossing the Line di New York, Hong Kong Art Festival, il Festival TBA di Portland e presentato il suo lavoro presso il Centre Pompidou di Parigi, The Walker Art Center di Minneapolis, il Museo MAXXI di Roma, la Biennale di Venezia (che gli dedica una monografica nel 2017).
Oltre a realizzare le sue produzioni indipendenti nel 2015 è stato nominato Coreografo Associato della compagnia del Balletto di Roma per il quale realizza uno spettacolo rivolto al giovane pubblico e viene sostenuto per la sua creazione Aurora dalla Fondation d’entreprise Hermès. Nel 2016 crea un brano coreografico commissionato dalla compagnia di balletto dell’Opera di Lione, che apre la Biennale del la Danse di Lione. Nel 2017 riceve una commissione dall’Hong Kong Arts Festival per la creazione di uno spettacolo con un gruppo integrato di performer adolescenti e danzatori asiatici professionisti.
I suoi lavori sono stati presentati all’interno di circuiti e reti per la diffusione della danza contemporanea e la mobilità degli artisti come “Anticorpi Explo”, “Progetto Matilde, piattaforma regionale per la nuova scena marchigiana”, “Aerowaves” e “Modul Dance”, un progetto di cooperazione pluriannuale nel quale sono coinvolte 19 case della danza europe e di 15 paesi differenti.
A partire dal 2010 ha partecipato a numerosi progetti europei e residenze di ricerca come “Choreographicdialogues” (2010), “Choreoroam”(2011), “Performing Gender” (2014): un progetto europeo sull’identità di genere e “MigrantBodies” (2014-15): un progetto di ricerca e produzione coreografica che ha l’obiettivo di promuovere riflessioni e creazioni sul tema della migrazione e sul suo impatto culturale nella società europea e canadese.
Alessandro Sciarroni è artista associato del CENTQUATRE-Paris, è sostenuto da APAP – AdvancingPerformingArtsProjects e i suoi spettacoli sono prodotti da Marche Teatro in collaborazione con coproduttori internazionali come il Comune di Bassano del Grappa / Centro per la Scena Contemporanea, la Biennale de la danse / Maison de la Danse de Lyon, il Mercat de lesFlors-Graner / Barcelona, Centrale Fies e l’Associazione Corpoceleste_C.C.00# della quale è direttore artistico.
PREMI: 2013 – Premio Rete Critica; 2013 – Marte Award; 2012 e 2013 – Premio del miglior spettacolo – Puf Festival de Pola (Croazia); 2012 – Miglior artista emergente – Rivista Danza&Danza; 2008 – Premio “Nuove Sensibilità”.

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